Un olio versatile, non fragile
Esiste un pregiudizio diffuso: l'olio extravergine sarebbe "troppo prezioso" per cuocere. In realtà è uno degli oli più stabili in cottura, proprio grazie ai suoi antiossidanti naturali e alla composizione in acidi grassi. Questo non vuol dire che si possa portare a qualsiasi temperatura, ma che a calore medio si comporta molto bene.
A crudo: dove dà il meglio
È a crudo che un buon extravergine esprime tutto il suo profumo. Un filo a fine cottura su una zuppa, sulla bruschetta, su un pesce al forno o su una semplice insalata: in questi gesti l'aroma resta intatto e diventa protagonista.
Per le tavole speciali, un formato piccolo come il nostro 175 ml permette di avere sempre olio fresco a portata di mano, da usare proprio come ingrediente finale.
In cottura: la regola del buon senso
In padella, per soffriggere o saltare le verdure, l'extravergine è perfetto. Il riferimento da tenere a mente è il punto di fumo: meglio non spingere troppo in alto la fiamma e non prolungare cotture aggressive. Per le ricette al forno e i soffritti a calore moderato, è una scelta eccellente.
Il principio è uno solo: trattare l'olio con rispetto. Calore equilibrato, niente fritture interminabili a temperature estreme, e il sapore vi ringrazierà.
Quanto usarne
Una famiglia consuma in media uno o due litri di olio al mese. Sceglierlo buono, e usarlo con misura ma senza timore, è il modo migliore per portarlo davvero in tavola tutti i giorni.
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